Settore grafico e cartotecnico: la tempesta è passata?

29 Set 2021 | Graphic arts

Il 2020 è stato un anno nero per il settore grafico e in parte anche per quello cartotecnico trasformatore. Ma si intravede una luce alla fine del tunnel: in entrambi i settori le indicazioni sull’andamento del 2021 mostrano una  ripresa, anche se bisognerà tenere conto degli strascichi economici che la pandemia ci ha lasciato. 

 

Filiera essenziale ma in affanno

La filiera della carta e della grafica, compresa l’industria delle macchine per la grafica e la cartotecnica, vale nel suo complesso l’1,3% del PIL, coinvolge oltre 17 mila aziende e impiega più di 164 mila lavoratori in tutto il territorio nazionale. Attività riconosciute come essenziali durante il primo lockdown e che hanno mantenuto attivi gli impianti produttivi, soprattutto quelli inerenti ai prodotti per l’imballaggio e per usi igienico-sanitari. 

Nonostante la sua importanza e le sue dimensioni, già prima dell’emergenza Covid-19 il settore grafico non godeva però di ottima salute. Difficoltà che, come era facile immaginare, sono state aggravate dall’annus horribilis, con importanti cali di fatturato e contrazione della produzione. Dati negativi si sono registrati in tutta la filiera, ma in particolare per il settore grafico, la stampa commerciale e le affissioni, mentre sembra aver reagito meglio il settore editoriale. È quanto emerge dall’indagine congiunturale OSI (Osservatorio Stampa e Imballaggio) condotta dal Centro Studi Assografici, che registra per tutta la filiera una contrazione del fatturato rispetto al 2019 del 10,8%

 

Male il settore grafico, resiste il libro 

Guardando più da vicino il solo settore grafico, nel 2020 la flessione di fatturato raggiunge il 16% e la produzione cala del 21,3%. Al suo interno il risultato peggiore lo segna la grafica pubblicitaria e commerciale (-25,4%), quello “migliore” la grafica editoriale  (-18,7%). La flessione produttiva maggiore riguarda invece le riviste (-27,1%) e gli stampati pubblicitari e commerciali (-25,7%), minore il calo dei libri (-15%), le cui vendite sono migliorate. 

Nei primi tre mesi del 2021, i dati rimangono ancora negativi con una diminuzione del fatturato complessivo del -4% e della produzione (-2,3%) rispetto al 1° trimestre 2020. In  termini  produttivi,  quasi  stabile  la grafica editoriale (-0,1%),  ancora in diminuzione la grafica pubblicitaria e commerciale (-2,9%), unica ripresa è costituita dalla vendita dei libri che segna il primo valore positivo con un aumento della produzione del 10%.

Quello del libro sembra infatti il mercato più resiliente all’interno del settore grafico, complice sicuramente la fetta di mercato in mano ad Amazon e alla vendita online più in generale. 

Secondo i dati resi noti da AIE (Associazione Italiana Editori) il mercato del libro in Italia nel primo semestre del 2021 ha visto un aumento delle vendite del 44% rispetto al 2020, ma più significativo è l’aumento del 31% delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2019. Rimane da capire se sia una dinamica strutturale che prende in causa anche il generalizzato calo dei prezzi di copertina o iniziative come 18App, oppure sia stato un balzo dettato unicamente dalle contingenze. 

 

Bene, ma non benissimo, il cartotecnico trasformatore 

Cartone ondulato per imballaggio

Decisamente più contenuta la perdita di fatturato del settore cartotecnico trasformatore che chiude il 2020 con un calo del 3% rispetto all’anno precedente. Più nel dettaglio si registra, sempre nell’anno della pandemia, una discreta crescita nell’imballaggio in carta, cartone e flessibile (+1,3%), peggio invece per la cartotecnica (-4,6%). Nel primo trimestre del 2021 il calo del fatturato di questo settore si attesta al -1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma con una significativa ripresa della produzione (+7,5%).  Fra i principali prodotti dell’imballaggio, la ripresa produttiva è trainata dal cartone ondulato (+9,8%), bene anche astucci pieghevoli (+2,4%)  e sacchi  (+1%), mentre sono in leggero calo gli imballaggi flessibili (-1%).   

 

Segni di lenta ripresa

I dati sul primo semestre del 2021 fanno intravedere un percorso di ripartenza del settore grafico e cartotecnico trasformatore, anche perché ci si confronta con lo stesso periodo del 2020 caratterizzato con forza dal primo lockdown Covid-19. Ad esempio, per quanto concerne i dati aggregati dei soli associati Gifco (il Gruppo delle Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici), le indicazioni sui primi 7 mesi del 2021 vedono una crescita della produzione del 17% rispetto al 2020 e del 14% rispetto al 2019. 

Nonostante un timido ottimismo che traspare dagli ultimi dati statistici di settore, bisognerà sicuramente fare ancora i conti, da un lato, con la coda lunga degli impatti economici della pandemia e, dall’altro, con le conseguenze economiche della transizione ecologica. Sono effetti già tangibili i livelli record delle quotazioni delle materie prime delle cartiere (cellulose e carta da riciclare) e i costi energetici dovuti all’impennata del prezzo del gas naturale impiegato negli impianti produttivi.  Di non trascurabile rilievo infine il problema connesso a disponibilità e costi dei trasporti, pure questi in forte rialzo. 

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